L'Italia liberata... l'Italia del valzer e... l'Italia del caffè...
Così cantava De Gregori e così canticchio io oggi (con tutte le mie stonature).
E' un po' di giorni che seguo a tratti le polemiche per l'inizio delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia e devo dire che ne ho sentite di tutti i colori. Ho sentito quelli che non si sentono italiani, chi appartiene ad un'altra fantomatica nazione, chi dice che l'Italia è un paese di merda, chi non festeggia perché non si sente rappresentato politicamente e chi più ne ha più ne metta.
Premetto che non ho mai avuto uno spirito estremamente patriottico, ma non mi sono mai sentito "non italiano". Però quando arrivano questi momenti, da bravo pigro quale sono, riscopro lo spirito italiano. Pigro si, ma non passivo. Ci rifletto davvero sul tema dell'italianità in queste ricorrenze e spero lo facciano tutti, almeno un pochino.
Naturalmente non ho la risposta alla domanda "cosa vuol dire essere italiani?" e non penso ci sia una vera risposta, ma posso dire qualcosa sull'italianità. Ho visto spesso gli italiani all'estero, non so se vi è mai capitato, e credo che dentro la visione dei nostri connazionali in terra straniera, in un istante, in un lampo diretto dentro nel cervello, si possa capire tutto. Un giorno ero a Dublino, sulla via principale del centro, un serpentone lungo chilometri e largo 6 corsie più marciapiedi vari, un gigante buono di strada e, lontano lontano, ho visto un puntino e poi altri 3 o 4 puntini. Questi puntini hanno piano piano acquistato la forma di persone... il mio primo pensiero è stato: quelli sono italiani. Non c'era motivo di pensarlo, ero in mezzo a irlandesi e non li avevo sentiti parlare, quasi non li vedevo. Ma lo sapevo che erano italiani! Era lì, lampante, c'era una scritta luminosa grande come una casa sopra di loro che recitava: ITALIA. Potevano essere di Trapani o di Bolzano, non lo so, ma erano ITALIANI. E quando camminando li ho incrociati... beh, non sapete che bello sentire la lingua italica pervadere le strade straniere! Erano davvero italiani.
Cosa vuol dire tutto questo? Che c'è qualcosa che ci rende italiani ed è qualcosa che prescinde dall'accento, dalla provenienza, dall'appartenenza politica, da quello che si pensa... si E' italiani, non ci si comporta da italiani. L'Italianità è quella cosa innata che hanno tutti quelli che nascono dentro i nostri magici confini e questa magia è abilmente protetta dalle Alpi e dai mari, non c'è uno spiraglio per poterla intaccare.
Quindi voglio dire a chi non festeggia l'unità d'Italia, chi non si sente italiano.. etc... di pensarci su ancora un po'... poi uno trae sempre le sue conclusioni, per carità!
E un'ultima cosa a chi dice che l'Italia è un paese di merda... non è vero che l'Italia è un paese di merda, è un paese STUPENDO. Al massimo ci sono italiani che si comportano male, ma non c'entra niente con la grande magnifica ITALIA.
E ora scusate, ma torno a cantare...
W L'ITALIA! naanananananaaanananananaaaaa.... nananana... naaaaaaaa

Buon per te che vedi il bicchiere mezzo pieno, io invece purtroppo sono sempre stato dalla parte del mezzo vuoto...
Il fatto di riconoscere e apprezzare la presenza di italiani all'estero è secondo me semplicemente dovuto al fatto che in un ambiente estraneo si riconosce qualcosa di familiare il che può far sentire meglio, quasi "a casa". Peccato che invece che esserne contento di solito quando sono all'estero riconosco un italiano perché solo un italiano può essere così terrone... e potrei citarti svariati esempi di come io stesso mi sono sentito "italiano" e mi sono vergognato di esserlo quando ho vissuto in Nuova Zelanda.
Concordo con te nel dire che l'Italia è un paese geograficamente, storicamente e artisticamente stupendo. Peccato sia abitato da un popolo incivile, ottuso, burino e dove regna il furbone e ladrone.
Io non mi riferivo al comportamento, infatti non li avevo sentiti parlare (e da quel che ricordo forse era meglio così, ma non ne sono sicuro). Ma non è quello il senso. Il senso è che tutti gli italiani (buoni o cattivi, civili o incivili) hanno qualcosa in comune, insomma c'è un'italianità!
Giudizi positivi o negativi sugli italiani sono un'altra cosa... Ultimamente mi sembrano troppi gli italiani cattivi.
E sulla tua analisi del popolo italiano ti rispondo citando Voltaire.
Nel dibattito sull'Europa unita (pensieri che si facevano già all'epoca) si doveva scegliere quale popolo avrebbe dovuto guidare il continente e Voltaire disse che gli italiani sarebbero il popolo perfetto per intelligenza, bravura etc etc... ma non possono comandare a causa della loro fiacchezza morale...
Tutto il resto... è noooooiaaaa!
(p.s.: poi VOltaire per esclusione è arrivato alla conclusione che dovevano essere i francesi a guidare l'Europa.............)